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Riforma della Direttiva Pacchetti UE: gli emendamenti per la sopravvivenza del comparto

Riforma della Direttiva Pacchetti UE: gli emendamenti per la sopravvivenza del comparto

La revisione della Direttiva europea sui Pacchetti Turistici si pone come sfida decisiva per la stessa sopravvivenza del Turismo Organizzato, come ben evidenziato nella lettera aperta al comparto firmata dal Presidente Pier Ezhaya lo scorso 20 marzo, nella quale sono state denunciate le molte criticità ed il pesante impatto sul Turismo Organizzato che la stessa potrebbe produrre, ove non fosse  sostanzialmente rivista. ASTOI, insieme alle altre Associazioni di categoria e al Ministero del Turismo, che segue il negoziato a livello europeo, ha chiesto modifiche radicali al Draft Report dell’eurodeputato Saliba, Relatore nella Commissione IMCO della proposta di nuova Direttiva.

Gli emendamenti:

  1. Eliminazione del limite del 25% sugli acconti e della possibilità di richiedere il saldo solo a 28 giorni data partenza: qualora tale emendamento non fosse accolto, vi sarebbe il rischio di uniformare a livello europeo i termini economici di vendita dei pacchetti, in conflitto con la normativa Antitrust e, quindi, in violazione della libera concorrenza. Molti operatori non sarebbero in grado di gestire l’advanced booking, divenuta leva essenziale al mercato turistico odierno e quasi tutti avrebbero difficoltà finanziarie nello sviluppo del proprio business potendo incassare il saldo di ciò che hanno venduto solo a 28 giorni dalla partenza;
  2. Eliminazione della previsione di un Trust a garanzia degli acconti: si tratta di un vero e proprio oneroso “bis in idem”, gli organizzatori già dispongono di coperture per fallimento e insolvenza, a garanzia di acconti e saldi versati dai clienti;
  3. Definizione di Circostanze Straordinarie: è stato chiesto di rendere oggettive le circostanze che giustificano il recesso con diritto al rimborso integrale, espungendo interpretazioni che possano far ricomprendere qualsiasi impedimento soggettivo del viaggiatore;
  1. Eliminazione della possibilità di recesso per "Travel Warning": si tratta della possibilità di cancellare il viaggio, a 28 giorni dalla partenza, con diritto al rimborso integrale in virtù di un Avviso di viaggio emanato dal Ministero degli Affari Esteri. Tale previsione non tiene conto del fatto che, al momento della partenza, l’emergenza potrebbe essersi completamente risolta. I warning sono oltretutto di diverso tipo e gravità e, solitamente, non identici fra i diversi Stati membri. In tal modo si creerebbero persino delle disparità di trattamento tra viaggiatori dei diversi Paesi;

  2. Tempi stringenti per la gestione dei reclami: è stata altresì contestata la proposta di indicazioni stringenti per la gestione dei reclami (risposta entro 21 giorni) che condurrebbe a maggiori oneri organizzativi per gli operatori;
  1. Sanzioni pecuniarie fino al 4% del fatturato: si tratta di un’ipotesi che condurrebbe a sanzioni abnormi per gli operatori che, notoriamente, hanno marginalità molto basse.

ASTOI chiede che la nuova Direttiva rispetti le dinamiche ordinarie del mercato, evitando di gravare ulteriormente sulle imprese, in particolare piccole e medie. È fondamentale trovare un equilibrio tra le esigenze delle aziende e quelle dei consumatori, al fine di garantire un futuro sostenibile per tutto il comparto.

Qualora ciò non fosse, il risultato di questa Direttiva sarebbe quello di schiacciare l’unico comparto che realmente offre già solide tutele ai viaggiatori, far innalzare i prezzi e spingere i consumatori verso opzioni di viaggio più economiche e meno protette.
È un momento cruciale per il futuro del Turismo Organizzato in Europa, l’auspicio è che si torni alla ragionevolezza.

Prossimi Passi: Gli emendamenti saranno esaminati il 19-20 maggio e la votazione è prevista per il 25-26 giugno.